Curare ogni tralcio

C’è un aspetto di delicata umanità nella voglia di sorridere e di raccontare qualcosa, anche a persone con cui non si è in confidenza, un atteggiamento che vedo più nei vecchi che nei giovani. Ma anche nei giovani a volte, e quando accade me ne rallegro un po’.

Ieri mattina sul presto ho fatto una camminata per strade secondare e sentieri campestri. Lungo una salita di asfalto vedo un capriolo che attraversa la strada e cerca di entrare in un campo, ma era recintato. Allora prova più in su, ancora recinto, finché non trova uno stradello di ghiaia e ci si infila, allora io, molto più lentamente di lui, provo a seguirlo e mi ritrovo in un sentiero che non avevo mai percorso, pur essendo nel territorio di Corinaldo che conosco abbastanza bene.

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Lo stradello finisce su una casa di campagna che sembra abbandonata, ma c’è un sentiero di terra che fiancheggia un vigneto, mi ci inoltro un po’, poi sento il rumore di un trattore che si avvicina, non lo vedo, ma torno sui miei passi perché volevo fare una camminata silenziosa.

Il trattore stava lavorando tra i filari di viti, trainava una grossa pompa che spargeva una polvere, sembrava una nebbia: trattamenti chimici, sicuramente non salutari.

Torno in paese dove c’è il mercato agricolo biologico. Parlo con un giovane vignaiuolo che sa fare buon vino, lo conosco di vista.

Sorride e dice: ti posso raccontare una cosa di questo vino? E mi parla, anche in termini tecnici, di acidità e di altre cose.

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Mi dice: la scorsa settimana tutto il giorno ad arrotolare i tralci, li potevo tagliare, ma li ho avvolti lungo il filo, questo mantiene meglio la vite e il vino ne risente positivamente. Sai, è una vigna vecchia, avrà più di cinquanta anni.

Curare a mano ogni singolo tralcio: mi sono venuti in mente i racconti degli anziani, del lavoro nei campi quando curavano ogni singola spiga di grano.

Sosteniamo chi fa l’agricoltura in questo modo! Sosteniamo le iniziative come il mercato biologico di Corinaldo, che certo, quando uno arriva e vede quattro piccole bancarelle ci rimane un po’ male e pensa: tutto qui? Ma l’idea è buona, la prima cosa sarebbe ovviamente riunire i due mercati, quello tradizionale e quello biologico, entrambi nel centro storico, cercando di superare le difficoltà che lo hanno sino ad oggi impedito.

Sostenere culturalmente una iniziativa significa non misurarne il successo solo sulla base del numero di persone che vi partecipa, altrimenti niente di nuovo potrebbe mai sorgere.

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