La mia personale festa della repubblica

Un archeologo, un operatore di una casa di riposo, un maestro di scuola elementare di periferia, un restauratore di opere d’arte, un agricoltore, uno scrittore, un operaio in pensione dopo una vita passata in fabbrica, un poliziotto che fa turni di notte, un cameriere di un piccolo ristorante, un falegname, un cantiniere produttore di vini, un ricercatore che si ostina, nonostante tutto, a non emigrare, un commerciante che va ancora ai mercati settimanali di paese, un artigiano che produce stoffe recuperando filati e colorazioni tradizionali.  E tanti altri che tengono in piedi l’Italia, giorno dopo giorno, uomini e donne, senza clamori.

Operatore casa riposo

Poi anche persone che fanno questi o altri lavori ma che hanno anche altre passioni. Chi cammina meravigliandosi ancora di un paesaggio visto mille volte, chi nei fine settimana fa volontariato alla croce verde o alla protezione civile, chi raccoglie cani abbandonati e li porta al canile se non può tenerli, chi ti saluta senza conoscerti quando lo incontri camminando o quando se ne va dal ristorante e ti passa vicino; chi, quando è alla guida e un altro involontariamente fa un errore, ad esempio non fa uno stop, non ne approfitta per inveire, ma, soprattutto se non è successo niente, lascia correre con un sorriso. Chi ha mantenuto il senso delle buone maniere che mette in pratica senza ipocrisia.

CHIESA DI SAN MAURIZIO

La repubblica, quella dove vorrei vivere, è fatta di queste facce: ecco chi vorrei che sfilasse il 2 giugno, invece della solita parata che hanno trasmesso in TV.

Ma la patria deve per forza identificarsi con gente in divisa che sfila su note militari e i potenti di turno che applaudono?

Massimo rispetto per chi lavora nel settore della difesa con onestà e dedizione.

Ma non è strano che aumentino le spese militari, in tempi di crisi, in anni di dura crisi economica che dicono essere superata ma non lo è? Spese militari in crescita dopo il più lungo periodo di pace, di assenza di guerre sul territorio nazionale, nella storia italiana.

Aggiungo alla mia immaginaria sfilata del 2 giugno: un infermiere del pronto soccorso, un apicoltore, un panettiere, un muratore, un addetto alla raccolta dei rifiuti.

 

 

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