I pianeti di Stephen e i peri di Nicola

Sono stato a vedere l’ultimo di Spielberg, “Ready Player One”, ambientato in una periferia degradata di una grande metropoli, dove la gente si rifugia in un gioco di realtà virtuale tridimensionale per sfuggire allo squallore della vita quotidiana. Qualche anno fa vidi un film che si intitolava Elisyum, se non ricordo male: su una grande astronave orbitante era stato creato un mondo idilliaco a disposizione di una minoranza privilegiata di individui che poteva lasciare la Terra ormai disastrata dal punto di vista ambientale e sociale.

Sui social girano molte citazioni di Stephen Hawking, il brillante scienziato sulla sedia a rotelle scomparso pochi mesi fa, in una di queste afferma che ormai per l’umanità i tempi sono maturi per andare ad abitare su un altro pianeta.

 

ready-player-one-locandina

Io sono molto perplesso di fronte a queste prospettive, io sento la terra come qualcosa che appartiene al mio essere. A volte mi rammarico di fare troppo poco di fronte ai grandi problemi dell’inquinamento o del cambiamento climatico. Quando vado a fare una camminata vicino al fiume o su uno stradello campestre mi sento a casa, sulla Terra,

Non mi entusiasma per niente l’idea – credo ancora remota – di andare ad abitare su un altro pianeta, credo invece che la Terra rappresenti un destino per l’umanità, un destino che non è bene tradire.

IMG_20180411_194058

Qualche giorno fa sono stato a casa di Nicola Maori a vedere i grandi peri antichi in fioritura, in un terreno dove ci sono alcuni aceri con la classica croce per tenere le viti, retaggio di un antico filare. Alcune piante sono state in passato potate malamente, altre sono belle grandi, qualcuna storta,  altre molto rigogliose, un bell’albero ha una parte di tronco danneggiata per un falò di tanti anni fa acceso troppo vicino. A terra un fiorame giallo un po’ selvatico. Nicola sta piantando una siepe di biancospino, cura il tutto in modo non invasivo. Nell’insieme quel piccolo posto è bello anche per alcune sue occasionali disarmonie, per la sua vitalità coniugata ad un apparente vago disordine che delinea la grazia di uno spicchio di terra, di questa “bella d’erbe famiglia e d’animali”.

Che ci andiamo a fare su Marte? Restiamo sulla terra e curiamola!

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...