A piedi nudi sulla terra…

Un pezzo di ghiacciaio dell’Antartide si è staccato, è grande come la Liguria e sta vagando per l’oceano sciogliendosi. Ma è lontano quindi sembra non preoccupare. Leggo la notizia di un possibile acquisto di un calciatore per più di 200 milioni. Chissà se in Siria c’è ancora la guerra? Non se ne parla quasi più.

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Stamattina a scuola, scrutini per il recupero dei debiti formativi. Debiti e crediti formativi. Adesso che ci penso, adottando il linguaggio della finanza, la scuola ha cominciato ad abdicare alla sua centralità. Comunque, a margine di una riunione scolastica, dopo ore, due colleghi discutono sull’esistenza di Dio. La religione è stata inventata per superare la paura della morte? Ma deve pur esserci una Causa di tutto ciò che è, non sarebbe tutto assurdo senza qualcosa che va oltre, senza qualcosa di trascendente?

Il caldo soffocante di questi giorni non ci fa pensare a niente, invece il fatto è che abbiamo stabilmente superato le 400 parti per milione di carbonio nell’atmosfera.

Significa il punto di non ritorno, un cambiamento definitivo del clima, quindi del sistema vita sulla terra. La terra come qualcosa di vivo, un albero e un fiume come esseri con la nostra stessa origine, affratellati a noi, come diceva Francesco, che ha camminato sulla terra, anche nelle Marche, forse per troppo poco tempo. Un albero è simile a noi, questo è un privilegio che non ci concediamo di capire.

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Camminando sulla terra, a piedi nudi, senti che c’è una grande vita sotto la pianta dei piedi. La terra non è una risorsa, è una grande madre, un grande essere vivente che non stiamo più rispettando. E anche queste parole sono banali se paragonate al grande problema che intendono avvicinare.

Una sana paura, ecco cosa abbiamo smarrito, paura di ciò che è veramente pericoloso per noi, paura delle conseguenze imprevedibili del disastro ambientale che silenziosamente stiamo consumando. Le faggete dell’Appennino stanno cambiando colore, troppa siccità e gelate tardive. Ma perché avvengono? 100 ettari di pineta laziale bruciati, migliaia di animali morti.

La sana paura di fronte a ciò che è abnorme, dove è andata a finire? La paura che ci fa tremare di fronte ad un pericolo vero. E ci aiuta a riconoscerlo.

Andare via dalla velocità.

“Come va?” “Eh, che vuoi, sempre di corsa” Basta correre.

Allontanarsi dalla continua fretta.

Cominciamo, qualche volta, a camminare con i piedi nudi sulla terra. E già cominceremo a capire un po’ di cose importanti.

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