Cambiare il mondo camminando

Qualche giorno fa la camminata dei partigiani, Ripe, Corinaldo, Ostra Vetere, Barbara, Arcevia. Testimonianze nei diversi comuni, racconti dal vivo, esperienze raccontate camminando. Camminare fa venire voglia di parlare, si susseguono l’una dietro l’altra le parole come i passi.  Qualche giorno fa, sembra già roba vecchia coi tempi scanditi dai social. Sembra un post sbagliato. Ma in realtà è un posto sbagliato, quello in cui a volte siamo. Un posto troppo tranquillo. Qualche lettura durante il viaggio, una in particolare è tratta da “I sentieri dei nidi di ragno di Italo Calvino”. In questo romanzo c’è una banda partigiana composta da elementi poco affidabili, persone ai margini, con un capo meno affidabile di tutti. Due altri capi partigiani discutono se sia stata una buona idea quella di mettere i peggiori tutti insieme. Uno dei due dice che era meglio metterne un paio per ognuna delle altre bande, così avrebbero rigato diritto insieme agli altri più seri. L’altro dice che invece sarà la banda che darà più soddisfazioni, perché anche in loro c’è una passione nella lotta. Le grandi idee come il comunismo non fanno presa. Ma c’è un furore nella lotta, che darà un nuovo significato alle loro esistenze. Loro sanno che qualcuno, durante gli scontri, morirà, cosa li spinge a combattere?

Oggi, apparentemente, non ci sono più motivi per combattere, per attingere ad un furore profondo, parola quasi estranea al vocabolario quotidiano, usata a volte nello sport da telecronisti a corto di commenti: furore agonistico.

Ma nella politica – e nella vita – apparentemente non c’è più un nemico. O meglio, avversari, antagonisti, sì, ma non nemici. D’accordo, giusto. Ma forse neanche quelli. E’ tutto un apparente ordine, una tranquillità anche troppo piatta.

Il furore dei partigiani oggi non serve più?

Non ci sono più le SS con il distintivo col teschio sopra la visiera.

Eppure oggi siamo di fronte a problemi enormi. Stiamo distruggendo il pianeta, stiamo mangiando quotidianamente schifezze, la sanità pubblica è in fase di pieno smantellamento, come la scuola. Un operaio o un normale impiegato non avranno pensioni dignitose ad un’età decorosa. Eppure oggi non si arrabbia più nessuno. O se lo fa non ha strumenti. Nessuno sale sulla montagna. Sui sentieri dei partigiani ho pensato a queste cose. Con quali armi combatteremo questa battaglia? Poi il ponte del 25 aprile è finito e ricomincia il lavoro, si torna alla normalità. Camminando si comincia a cambiare il mondo? Quando mancano certezze fanno bene anche le illusioni, a piccole dosi.

 

 

 

 

 

 

IMG_20170425_095935

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...