Percorrere nuovi sentieri e dissodare terreni incolti – Verso un manifesto per la cultura delle Marche/2

C’è chi da anni dissoda terreni incolti, culture, quasi come le antiche e belle colture, che producono bei frutti.

Cultura dal basso, bella e possibile, un forum della cultura, una rete di soggetti indipendenti della cultura, interessante, ma reggerà nel tempo?

Tante piccole belle cose nascoste, nelle Marche, il bello è anche questo, il gusto di scoprirle, senza sbandierarle necessariamente.

La cultura come base per un rinnovamento della politica.

Cultura come base della propria identità e memoria

Cultura come arma di distrazione di massa, neutralizzata del suo potenziale innovativo e conflittuale

Cultura non come “definizione di cultura” ma come “manifestazioni di cultura”.

Cultura come esercizio sociale di autoironia, vaccino contro la pesantezza del prendersi troppo sul serio.

Cultura come sguardo sul bello, ma anche sul brutto, piani urbanistici dissennati in alcuni comuni.

Tagli alla cultura, problema reale, ma gli investimenti sbagliati sono anche peggio.

Tagli alla cultura, a volte è un alibi, si può fare cultura anche fuori dai programmi istituzionali.

C’è una burocrazia della cultura che frena la cultura stessa.

Non bisogna guardare il paesaggio in modo solamente bucolico, c’è una questione di discariche che aprono o si allargano nel territorio della Valle del Misa su cui va posta maggiore attenzione.

Serve una nuova legge di tutela del paesaggio.

Lungo il Cesano sopravvive una delle ultime case di terra di contadini, bel legame tra memoria e immaginazione del futuro. Ma interessa a qualcuno? Interessa alle istituzioni?

Un manifesto della cultura è inutile.

Il manifesto della cultura sono le persone in carne ed ossa che “fanno cultura” e che, ad esempio, possono andare tutti insieme a visitare quei luoghi belli ma ignorati, a dialogare con essi valorizzandoli.

 

Con questi spunti ho provato a rendere l’idea del dibattito che si è innescato, sia sui social e che con qualche incontro faccia a faccia, in tanti stanno dando idee e spunti, che bello! Sono stati menzionati Goffredo Fofi  e Remo Bodei tra i commenti. Proviamo a dare contenuti all’idea.

Qualsiasi cammino, lungo o corto, comincia dai primi passi. Come sarà il cammino del manifesto della cultura? Innanzitutto la cosa mi sta piacendo e già non è poco.

Domanda apparentemente semplice: che scopo ha il manifesto per la cultura delle Marche?

Abbiamo in mano una torcia, proviamo ad accenderla per rischiarare un po’ quello che ci circonda.

 

 

 

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