Meglio prendere un sentiero…

Seduti di fronte ad un bicchiere di vino, io e Marco Basili che mi racconta la sua esperienza del cammino di Santiago, l’estate scorsa. Centinaia di chilometri dai Pirenei alla Galizia, dalla mattina alla sera, venti giorni molto intensi e indimenticabili, gli chiedo se ha tenuto un diario: “No, io non sono di quelli che scrivono diari, a me piace l’esperienza del camminare in sé, andavo a dormire stanchissimo, pensavo: come faccio domattina a ripartire? Invece più andavo avanti e più mi sentivo bene, nonostante la tendinite che mi è venuta. Sto pensando alla via Francigena. Vorrei tornare in Islanda a fare trekking, l’Islanda è un posto straordinario, difficile da descrivere a parole”.

Nel frattempo entra Timo, che da qualche anno fa il benzinaio. Alcuni forse ricordano il suo piccolo negozio di dischi a Senigallia, molto speciale, diversi anni fa, una fessura verso mondi fatti di sintetizzatori, artisti sperimentatori; una strada laterale rispetto alle vie quotidiane, un piccolo folle sentiero nascosto in un vicolo in fondo al corso di Senigallia, che qualcuno ha avuto il privilegio di frequentare. “Non mi parlate di camminate, a me, per favore!” E tira fuori il cellulare con una app contapassi: “Oggi ho fatto quasi venti chilometri e 30.000 passi, guarda.”

Marco guarda stupìto e sta per chiedere: dove sei andato? “Quando lavoravo nell’altro distributore facevo anche 24 chilometri al giorno, perché la pompa della benzina era più lontana da quella del metano.”

contapassi

Camminiamo tanto e rimaniamo nello stesso posto. Siamo tutti benzinai, l’età contemporanea è un grande distributore di benzina. Rimaniamo nello stesso posto e facciamo chilometri con la macchina: lavoro, casa, pizzeria, cinema, amici, parenti, lavoro, bar ecc. Giriamo su noi stessi, come i personaggi di un vecchio bel video dei Daft Punk, intitolato “Around the world”, astronauti, mummie e altre figure che camminano, si muovono continuamente, un gran lavorìo per poi ritornare da dove si era partiti, anzi, non si sono proprio mossi. Girano su se stessi pensando di girare il mondo.

daft-punk

Ma allora meglio prendere un sentiero di campagna, camminando sulla terra, lontano dalle città, faremo incontri inaspettati: la vecchia quercia, il fungo, la poiana e le immagini che scorrono sullo schermo della nostra memoria.

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