Breve cronaca di un (a)normale primo giorno di scuola.

Ad Arcevia le montagne sono così vicine che sembra di poter toccare le punte dei faggi e dei carpini allungando un braccio.

Una piccola scuola: la sezione distaccata dall’Istituto Professionale Padovano.

Il giorno prima della riapertura c’è una riunione organizzativa: cosa facciamo? Si chiede il responsabile. Ci guardiamo intorno, siamo 8 insegnanti con 12 classi. Dovremmo essere una cinquantina.

“Aspettiamo fino a mezzogiorno, vediamo se arriva qualcuno”.

I problemi di organico non sono solo ad Arcevia. E gli uffici scolastici stanno lavorando per risolvere in breve tempo il problema. “Dovremmo rimanere chiusi, in teoria, non c’è neanche un insegnante ogni classe, in una scuola superiore è impensabile.”

C’è un luogo in mezzo alle montagne chiamato “Le pacche”: è una faglia, un evidente taglio sulla roccia, che gli anziani chiamano la scodata del diavolo.

“Ma non possiamo permetterci di rimanere chiusi, lo dobbiamo ai ragazzi e alle famiglie”

Pur con un orario ridotto il 15 settembre la scuola apre regolarmente. E i ragazzi del primo anno vengono accolti dai responsabili di plesso in aula magna: “ricordatevi, le regole sono importanti”. E possono anche capitare problemi di mancato rispetto delle regole, da parte degli adolescenti; possono capitare in tutte le scuole, non ultimi gli istituti professionali.

Il coordinatore prosegue: “Rispettando le regole si vive meglio. Tutti. Quando vedete un professore salutatelo, anche se non è della vostra classe, anche fuori dalla scuola. Anche chi non è vostro insegnante, salutatelo. Salutate gli anziani, loro vi ricambieranno, vi sembrerà una cosa banale, ma non lo è, provate”.

In effetti gli anziani salutano anche le persone che non conoscono, in molti hanno questa abitudine che si sta perdendo. Uno di solito saluta solo chi conosce. Mentre gli anziani ti salutano semplicemente se li incontri per strada. In realtà camminando sulla stessa strada, abitando nello stesso comune, non c’è bisogno di conoscersi più di tanto per salutarsi, non è vero che non si hanno cose in comune, anche con tanti anni di età di differenza. Se ne hanno parecchie di cose in comune, molto importanti, anche se non sembra: si condivide lo stesso luogo, si abita lo stesso paesaggio, che è meraviglioso ma non abbiamo più occhi attenti per vederlo. E intanto suona la campanella della prima ora, di un normale primo giorno di scuola ad Arcevia.

 

arcevia-panorama

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