Ma se vanno via tutti da Corinaldo che succede? Finisce tutto! E allora proviamoci!

 

Aprire un negozio nel centro storico di un piccolo paese dell’entroterra. In passato poteva essere una normale scelta lavorativa, una occupazione come tante altre. Oggi forse no. Serve coraggio e un pizzico di follia per fare una scommessa contro corrente.

“Se dovessi tornare indietro lo rifarei! Qualcuno mi dice che sono un po’ matta, ma io lo rifarei, perché mi piace!”

Incontro Pamela Paniconi, negoziante, in un caldo pomeriggio estivo. Un negozio colorato pieno di tante cose, sembra pieno di gente anche nei momenti in cui non ci sono clienti.

C’è una giovane che scommette su un lavoro che le piace, non su una cosa di ripiego, è una strada non così scontata in tempi di crisi. Poi scommettere sul proprio paese. “Io sono di Corinaldo, vivo qui, perché dovrei andare ad aprire un negozio da un’altra parte?”

Andare via per inseguire il proprio mestiere, o chiamare il proprio mestiere a casa propria, crearselo, costruirselo tra tante difficoltà?

La nostra chiacchierata si è svolta su un divanetto: “Questo io lo chiamo refugium peccatorum, la gente si siede, parla”. Effettivamente non tutti vengono per acquistare, una anziana signora è entrata per raccontare una cosa, a bassa voce, scambiare due battute, poi se n’è andata.

Un negozio di un piccolo paese fino a qualche decennio fa era un luogo di aggregazione. Un luogo di confidenze, ma anche di dibattito politico. Poi tempi e stili di vita sono cambiati e non c’è più tempo per fermarsi a parlare, per dialogare veramente.

“Una volta chi aveva un negozio andava avanti tranquillo, senza pensieri, oggi va avanti lo stesso, ma con qualche pensiero in più, che a volte non ti fanno dormire la notte.”

Consapevolezza delle difficoltà, ma dietro il sorriso solare tanta determinazione.

“I paesini come Corinaldo prima vivevano di agricoltura, ma la gente ha cominciato ad andare via, poi si sono un po’ industrializzati. Adesso è arrivata la crisi e la gente ha ricominciato ad andarsene, molti giovani non vedono opportunità, vedono che è tutto molto difficile, allora vanno all’estero. Ma se tutti vanno via qui chi ci rimane? Muore tutto… Allora mi sono detta: proviamoci!”

Passa qualche auto lungo il corso, il suono delle campane del vicino campanile a raggio libero, gente che si ferma  anche solo per fare due chiacchiere in un luminoso pomeriggio estivo; Pamela pensa ai turisti che acquistano un vestito nel suo negozio, un capo che, nei mesi successivi, girerà per le vie di qualche città europea.

“La soddisfazione più grande: rivedere in negozio lo stesso turista che era venuto l’anno prima, che torna, con indosso un capo comprato da me, una grande soddisfazione!”.

Clicca qui per vedere il filmato

 

 

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3 thoughts on “Ma se vanno via tutti da Corinaldo che succede? Finisce tutto! E allora proviamoci!

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