Alla ricerca dei sentieri dimenticati

Ci sono le strade, anche antichissime, come la Flaminia. E c’erano i sentieri di terra, stradelli usati dai contadini per portare il grano a macinare al mulino, per andare alle veglie al tempo di carnevale dopo aver lavorato tutto il giorno; le sere prima di Natale i fidanzati novelli andavano a casa della fidanzata portando la “guluppa” delle castagne, passando per sentieri fatti di terra pressata dai tanti passaggi a piedi.

Camminare sulla terra, che è dura, sì, ma non come l’asfalto: sembra che risponde al nostro peso, che sente i nostri passi. Riscoprire i sentieri di terra, le storie che li caratterizzano, far parlare la natura che li circonda è una parte del progetto Tratti*, una parte un po’ avventurosa.

Siamo io, Elena, Giada, Michela, Noemi e Marco, partiamo dall’ex Frantoio a Serra de’ Conti, un pomeriggio caldo e chiarissimo, facciamo un po’ di strada asfaltata in macchina, poi arriviamo in una strada di ghiaia e scendiamo, ai lati i campi di grano maturo, la mietitrebbia in azione, questo gigantesco pachiderma colorato, un mammuth meccanico che divora grano ed espelle paglia. Quelle che erano settimane di lavoro con le braccia si riducono a poche ore. La velocità: sicuramente un progresso, ma anche la lentezza di una volta aveva i suoi vantaggi. Ti lasciava il tempo per parlare, per passare qualche ora ogni tanto raccontando ed ascoltando storie. Aiutava forse a vedere qualche traccia di poesia che si nasconde nei dettagli. E ci aiuta a scorgere un sentiero diventato invisibile con le stagioni della fretta.

Queste spighe fanno venire in mente le storie della mietitura, a mano, lasciando il gambo a metà per poi fare successivamente lo stramo. Poi veniva fatti i covoni, fasci di grano tenuti insieme da una spiga legata, che poi andavano a formare i cavalletti. Infine il grano raccolto nel barcone sull’aia.

Ma che bel suono che hanno queste parole oramai desuete! Alludono a lunghe giornate tra polvere e sudore, l’oca arrosto, un bel pranzo come si deve per i lavoranti, le ragazze che distribuivano acqua rinfrescata con il limone ai contadini, con il sinale nuovo, qualche giovane del vicinato le notava. Il grano nei sacchi e la paglia sul pagliaio. Camminare e arriviamo ad una sbarra che segnala l’inizio di una proprietà privata. Ai lati il sentiero sembra interrompersi alla vista.

Nei campi piccole isole di vegetazione particolare, in coincidenza di vulcanetti che hanno formato macchie di colore diverso come in un quadro impressionista. Molto singolare. E’ il sentiero dell’acqua salsa che sbiadisce e diventa campo di grano, perché da troppi anni evidentemente nessuno ci ha camminato più. Come i ricordi che se non vengono più raccontati poi si perdono, si confondono anche loro con la routine quotidiana. Ma c’è un gruppo di ragazzi e ragazze molto preparate che a Serra de’ Conti ha deciso di passare l’estate con una borsa lavoro a riscoprire queste memorie e riaprire questi sentieri. Ripartiamo e ci rechiamo vicino a quello che era l’antico tracciato della via Flaminia, sul quale c’è il grano non ancora mietuto.  Antichissimo luogo di transito. Ci sono resti di un abbeveratoio medievale, sosta per cavalli e carrozze, per viaggiatori e commercianti, immagino sacchi di sale, bauli di lettere che dalla costa vanno verso la montagna; formaggi, vino e olio che vanno in direzione contraria. Qua e là nei campi una pianta di acero, forse rimasta lì da quando era parte di una lungo filare, che alternava viti e piante lungo tutta la linea longitudinale della collina. Notiamo un po’ in lontananza un grande gelso, quando nelle case si produceva la seta da mandare a Jesi, quando questi posti erano uguali ad oggi, ma diversi, identici e irriconoscibili.  Servono persone curiose che sanno scoprire le tracce di una bellezza che abbiamo dimenticato troppo in fretta.

Massimo Bellucci.

*  Tratti – Tracciati tra territori, progetto approvato nell’ambito del programma LAB.accoglienza” D.G.R. n. 103/2015, comune capofila Serra de’ Conti, partner: Comune di Barbara, Nottenera, TiVittori, Ge. St. O. Pro Loco Serra de’ Conti, sponsor: Filax, La terra e il cielo, il progetto si avvale del cofinanziamento della Regione Marche, del dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

Tratti

 

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One thought on “Alla ricerca dei sentieri dimenticati

  1. Sicuramente meritevole il lavoro di questo gruppo di ragazzi, complimenti! Lo dice un mantovano che da più di un quarto di secolo ha deciso di spendere costantemente la sua curiosità e la voglia di conoscere sul vostro territorio.
    E’ sicuramente un trand di questi ultimi anni il riscoprire vecchie vie (francigene o non), tratturi e percorsi della memoria… Lode a i pochi camminatori che sanno “vivere con lentezza” questi vecchi cammini materiali ma non di meno interiori. Vorrei congedarmi con una citazione di Nomadi (impropriamente attribuita a Battiato ma in realtà di Juri Camisasca):

    Camminatore che vai
    Cercando la pace al crepuscolo
    La troverai
    Alla fine della strada.

    Il cammino è lungo ma va pur sempre intrapreso.

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