Lo spirito dell’Otto Settembre? Esagero, forse…

C’è stata una parte di italiani che ieri è andata a votare sulla base della propria opinione: 15 milioni, non pochi, anche se una minoranza rispetto al totale. Poi c’è una parte di italiani che non è andata a votare sulla base di proprie convinzioni, delle proprie idee nel merito della questione, rispettabili comunque, anche se diverse dalle mie.

Poi c’è una gran parte di italiani che non è andata a votare perché non gliene frega niente, non crede nella democrazia e nella partecipazione, perché fondamentalmente se ne infischia. Per superficialità, egoismo, o per semplice disinteresse. Hanno vinto loro. Ha vinto lo spirito di chi pensa che facendosi i fatti propri si migliorano le cose. Fatte le dovute differenze ha vinto lo spirito dell’Otto settembre, quando ognuno pensava di salvarsi da solo dagli assalti delle SS o dai bombardamenti alleati. A me andare a votare piace, ci andrei anche se ci fossero cinque elezioni l’anno. Non cambia niente? Intanto io ho espresso la mia idea. Certo, i referendum sono scaduti di parecchio, ricordo negli anni Novanta andai a votare dei referendum e mi misero una decina di schede in mano. Lì capii che il referendum era in profonda crisi. Ma ci vado lo stesso, ci andrei anche se il quesito fosse: preferisci i cani o i gatti? Ci vado per principio.

 

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