Passeggiate d’inverno

La sensazione di camminare sulla terra invece che sull’asfalto, bella, perché sembra che la terra riesce ad essere dura e morbida insieme, un massaggio plantare che arriva fino alla fodera interna del cuore. Le sensazioni di quando si cammina in campagna: il pomeriggio a dicembre finisce presto, arriva una foschia che assorbe i colori delle case, degli alberi, i colori di ogni cosa si ritirano dentro se stessi, ma si vedono meglio la linee delle forme, i precisi tracciati degli alberi su uno sfondo blu e grigio insieme, arancione verso il punto del tramonto. Nuvole rosse da un lato che diventano grigie pochi minuti dopo. I rami degli alberi senza foglie, rami nudi, già umidi, che diventano sottili filamenti verso l’alto, si allungano e sembrano perdersi andando incontro alla notte che ancora non arriva. Il profilo delle colline lontane, stando un po’ a valle, diventa come un orlo ricamato, alberi apparentemente piccoli che sembrano venature di foglie, minuscoli rettangoli di case, qualcuna più alta, qualcuna più larga. Orlature come quelle che le donne facevano per le federe del corredo nuziale delle giovani, le sere d’inverno, nelle stalle per riscaldarsi col vapore dei buoi, una volta, quando si accendeva il forno per cuocere il pane una volta per settimana. E l’odore attraversava le colline e i fiumi.

 

 

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